Iniziate le manovre per annettere Spilamberto a Vignola?

galli 3Comune Unico, nelle Terre dei Castelli ieri (12/3/32015) c’è stata un’orgia di dichiarazioni di politici a favore del comune unico. Tutto ruota attorno ad un emendamento al bilancio dell’Unione  proposto in primis   dal Sindaco  Costantini nella giunta dell’Unione. Pubblichiamo, perché è utile che i cittadini di Spilamberto siano informati,  il comunicato del PD di Vignola. Quello più chiaro e che riassume  l’orgia delle posizioni.

Di quel comunicato, in sincerità, fatichiamo a capire il nesso logico che propone tra disoccupazione ed assetto dei comuni, ragion per cui, a loro dire, se si unificano i comuni si sconfiggerebbe la disoccupazione!!

Una cosa però la capiamo, soprattutto dal tono entusiastico del comunicato:  prima ancora dello studio di fattibilità, che dovrebbe essere il modo per capire  se fare il supercomune, i Vignolesi hanno già deciso di annettersi un po’ di comuni.  Vizio antico: ci provarono durante il fascismo con Savignano e negli anni sessanta ( Sindaco Neri)  verso Castelvetro e gli andò male. Ci pare di capire che adesso “ci provano” con Spilamberto.

Il loro principale argomento, tutto da dimostrare, è che si risparmierà e  che galliarriveranno  mirabolanti benefici economici. Noi abbiamo un’altra versione!. Una cosa però la capiamo:  la riduzione del  Comune di Spilamberto a frazione,  comporterà la desertificazione del centro storico a danno dei commercianti e della vivibilità complessiva del paese,  la riduzione del valore del patrimonio edilizio,  gli appartamenti varranno meno. Spilamberto, poi, non essendo più comune corre pure il rischio di perdere la stazione dei carabinieri ed un bel po’ di servizi.

Segue comunicato PD di Vignola , buona lettura CS

Il Partito Democratico di Vignola appoggia le proposte avanzate dalla Cisl, e sulla fusione ricorda di aver presentato un emendamento al bilancio.

In una dichiarazione apparsa oggi su alcuni quotidiani locali William Ballotta, segretario provinciale della Cisl, ricorda come nel distretto di Vignola siano ormai più di tremila le persone disoccupate, e invita la politica ad azioni decise per affrontare questo grave disagio: in primis la costituzione di un Patto di comunità, sul modello di quanto già avvenuto a Modena, e poi uno scatto deciso sulla strada dell’innovazione amministrativa, come la fusione tra comuni.

galli due“Condividiamo le parole espresse dalla Cisl” afferma Paola Covili, coordinatrice del circolo PD Vignola, “dichiarazioni che tratteggiano la grave situazione economica e occupazionale del distretto vignolese, e che invitano la politica a un’azione decisa. Il Partito Democratico di Vignola già da tempo richiama le amministrazioni sul tema del lavoro e della disoccupazione: nei giorni scorsi avevamo auspicato che l’Unione Terre di castelli aprisse un tavolo di confronto, in grado di coinvolgere tutti i soggetti interessati; anche il tema della fusione di comuni è all’ordine del giorno, perché in grado di prospettare soluzioni nuove per i bisogni del territorio”.

È stato infatti proprio il PD a presentare un emendamento al bilancio di previsione in cui chiedeva di stanziare risorse da destinare a uno studio di fattibilità per la fusione. “L’emendamento prevedeva di destinare una somma – prosegue Covili – come contributo per la realizzazione di uno studio di fattibilità, passo necessario e preliminare a qualsiasi progetto di fusione. Riteniamo che esplorare questa strada sia indispensabile per poter dare respiro alle nostre comunità, stremate dalla crisi e da un quadro di finanza pubblica sempre più incerto.

La fusione aprirebbe prospettive interessanti, garantendo maggiore efficienza nella gestione dei servizi e liberando risorse da reinvestire sul territorio.

La maggioranza, da parte sua, ha proposto ai consiglieri vignolesi facenti parte dell’Unione Terre di Castelli di presentare un ordine del giorno che impegni l’Unione a costituire un gruppo di lavoro con lo scopo di verificare la volontà politica e successivamente tecnica di una fusione tra comuni.

Un modo per allungare i tempi e procrastinare ancora le decisioni”.

gallettoRicordiamo inoltre, che il PD di Vignola già in occasione della presentazione delle linee programmatiche aveva promosso l’avvio del percorso e stimolato l’Amministrazione comunale di Vignola a farsene carico in termini fattivi anche all’interno dell’Unione.

“È evidente chi ha la volontà politica di perseguire questo progetto e chi invece tenta di prendere tempo – incalzano dal coordinamento vignolese. –

Il Partito Democratico di Vignola è pronto a discutere di questo progetto e a impegnarsi per portarlo avanti. Non si può dire lo stesso della maggioranza civica vignolese, che alla luce dei fatti è divisa sul tema!

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2 risposte a Iniziate le manovre per annettere Spilamberto a Vignola?

  1. Come? Il PD di Vignola non crede negli effetti mirabolanti del jobs act? Per il rilancio economico dovrebbero bastare le grandi riforme renziane. Comunque chi cerca lavoro può sempre tentare nei “territori unificati” della Valle del Samoggia, lì, certamente, dopo un anno, avranno già avuto i primi effetti positivi sull’occupazione. Al di là degli studi,si tratterebbe dell’ennesima ulteriore tappa di allontanamento dei cittadini dalle istituzioni , oltretutto quella di base , più vicina e più sentita dalla popolazione delle nostre zone ( il rifermento per problemi e bisogni direttamente al comune era una caratteristica qualificante emiliana, mentre da altre parti si puntava più sull'”onorevole” o lo stato, o altro) . Senato , provincie e unioni varie non elette direttamente, regioni dalle competenze ridimensionate , parlamento europeo fermo al palo, nuova tendenza comuni in comproprietà, parlamentari mezzi (2/3) nominati, guarda caso, rimane giusto, giusto, eletta direttamente una figura , ma senza formalizzarlo però ( che dopo ci sarebbe bisogno dei contrappesi).
    Daniele Marsili

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  2. Dimer ha detto:

    Apprezzo l’ironia di Daniele; io più prosaicamente mi limito a fare queste considerazioni.
    Intanto, posizioni sindacali e politiche a parte, preoccupa tanta leggerezza nello stabilire nessi, che trovo assai analogici, fra una crisi sempre più drammatica per tanti e l’ipotesi che la fusione fra i Comuni possa fornire una qualche realistica e plausibile soluzione.
    Meglio: intanto sarebbe bene capire:
    – come mai, almeno fino al 2012, è stata tanto grande la sottovalutazione del problema (il PSC ripresentato era ancora veteroespansivo…);
    – da che cosa discenda tanta sicumera sugli effetti benefici della fusione relativamente all’occupazione;
    – quale sia lo stato della discussione sul PSC che mi pare stia languendo ed in particolare su temi sensibili quali la viabilità, il consumo di territorio agricolo ecc…;
    – quali dati concreti vengono portati a proposito del giudizio positivo espresso per la fusione della Valsamoggia;
    – quale posizione si esprime a proposito dei continui tagli ai bilanci dei Comuni e alla loro possibilità di esercitare pienamente il ruolo di sentinella e di promotori della democrazia riconosciuto loro dall’articolo 5 della Costituzione;
    – quali siano le considerazioni sulla democrazia partecipata e sullo stato della discussione a proposito delle riforme costituzionali e della legge elettorale.

    Affatica e preoccupa pensare che si possano affrontare temi tanto complessi in base alle mutevoli condizioni politiche e ad interessi eccessivamente di parte.

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