Cultura politica: 4 libri che condizioneranno il futuro del mondo prossimo venturo

neoliberismoDopo anni di neoliberismo imperante e di elogio della meritocrazia, proponiamo alcuni libri basici per ricostruire un ragionamento di sinistra.Tra questi un romanzo del 1958  L’avvento della meritocrazia di Michael Young. Questo romanzo dimostra in maniera inequivoca che la costruzione della ideologia meritocratica  deriva da un romanzo che descrive un incubo. Romanzo profetico

Questo  dovrebbe fare pensare quanto sia smisurata la pochezza morale  della ideologia neoliberista. Il capitale nel XXI secolo (Saggi Bompiani)  Thomas Piketty  distrugge scientificamente le pseudo teorie economiche neoliberiste sulla distribuzione dei redditi  dimostrando i limiti della situazione economica attuale. Lo Stato innovatore  di Mariana Mazzucato dimostra che gli antistatlisti americani sono i più statalisti del mondo occidentale.  Senza commento l’ultimo libro: Il prezzo della disuguaglianza. Come la società divisa di oggi minaccia il nostro futuro  di Joseph E. Stiglitz

 stiglitzIl prezzo della disuguaglianza. Come la società divisa di oggi minaccia il nostro futuro di Joseph E. Stiglitz

Il livello di disuguaglianza del reddito in America raggiunge oggi picchi mai visti da prima della Grande depressione. Negli anni del boom, precedenti alla crisi finanziaria del 2008, l’1 per cento dei cittadini si è impadronito di più del 65 per cento dei guadagni del reddito nazionale totale. E tuttavia, mentre il Pil cresceva, la maggior parte dei cittadini vedeva erodere il proprio tenore di vita. Nel 2010, mentre la nazione lottava per superare una profonda recessione, l’1 per cento guadagnava il 93 per cento del reddito aggiuntivo creato nella cosiddetta “ripresa”. Mentre coloro che sono in alto continuano a godere della migliore assistenza sanitaria, della migliore educazione e dei benefici della ricchezza, essi spesso non riescono a comprendere che, come sottolinea l’autore, “il loro destino è collegato a quello dell’altro 99 per cento”. In questo volume Stiglitz unisce la sua formidabile visione economica a un appassionato richiamo affinché l’America torni agli ideali economici e politici che l’hanno resa grande. La disuguaglianza infatti non nasce nel vuoto. E il risultato dell’interazione di forze di mercato e di manovre della politica. Grazie a essa l’America è sempre meno la terra delle grandi opportunità e sempre meno è in grado di rispondere alle aspirazioni e ai bisogni dei suoi cittadini. Ma non deve necessariamente essere cosi.

il capitale nel xxi secolo Il capitale nel XXI secolo di   Thomas Piketty

Quali sono le grandi dinamiche che guidano l’accumulo e la distribuzione del capitale?

Domande sull’evoluzione a lungo termine dell’ineguaglianza, sulla concentrazione della ricchezza e sulle prospettive della crescita economica sono al cuore dell’economia politica.

Ma è difficile trovare risposte soddisfacenti, per mancanza di dati adeguati e di chiare teorie guida. In Il capitale nel XXI secolo, Thomas Piketty analizza una raccolta unica di dati da venti paesi, risalendo fino al XVIII secolo, per scoprire i percorsi che hanno condotto alla realtà socioeconomica di oggi. I suoi risultati trasformeranno il dibattito e detteranno l’agenda per le prossime generazioni sul tema della ricchezza e dell’ineguaglianza. Piketty mostra come la moderna crescita economica e la diffusione del sapere ci abbiano permesso di evitare le disuguaglianze su scala apocalittica secondo le profezie di Karl Marx. Ma non abbiamo modificato le strutture profonde del capitale e dell’ineguaglianza così come si poteva pensare negli ottimisti decenni seguiti alla Seconda Guerra Mondiale. Il motore principale dell’ineguaglianza – la tendenza a tornare sul capitale per gonfiare l’indice di crescita economica – minaccia oggi di generare disuguaglianze tali da esasperare il malcontento e minare i valori democratici.

Ma le linee di condotta economica non sono atti divini. In passato, azioni politiche hanno arginato pericolose disuguaglianze, afferma Piketty, e lo possono fare ancora. Un lavoro estremamente ambizioso, originale e rigoroso, Il capitale nel XXI secolo riorienta la nostra comprensione della storia economica e ci pone di fronte a inevitabili riflessioni sul nostro presente.

Un fenomeno editoriale mondiale, tradotto in oltre 30 paesi.

stato innovatoreLo Stato innovatore (Imprenditore) di Mariana Mazzucato

Chi è l’imprenditore più audace, l’innovatore più prolifico? Chi finanzia la ricerca che produce le tecnologie più rivoluzionarie? Qual è il motore dinamico di settori come la green economy, le telecomunicazioni, le nanotecnologie, la farmaceutica? Lo Stato. È lo Stato, nelle economie più avanzate, a farsi carico del rischio d’investimento iniziale all’origine delle nuove tecnologie. È lo Stato, attraverso fondi decentralizzati, a finanziare ampiamente lo sviluppo di nuovi prodotti fino alla commercializzazione. E ancora: è lo Stato il creatore di tecnologie rivoluzionarie come quelle che rendono l’iPhone così ‘smart’: internet, touch screen e gps. Ed è lo Stato a giocare il ruolo più importante nel finanziare la rivoluzione verde delle energie alternative. Ma se lo Stato è il maggior innovatore, perché allora tutti i profitti provenienti da un rischio collettivo finiscono ai privati? Per molti, lo Stato imprenditore è una contraddizione in termini. Per Mariana Mazzucato è una realtà e una condizione di prosperità futura. È arrivato il tempo di questo libro.

L’avvento della meritocrazia (Romanzo)

avvento meritocraziaAnno 2033: la Meritocrazia è al potere. La nuova classe dirigente governa grazie a riforme economiche e sociali ispirate al principio dell’uguaglianza delle opportunità e dell’intelligenza misurata scientificamente. Ma anziché produrre un sistema democratico maggiormente realizzato, il risultato è una nuova società di casta in cui la grande maggioranza è umiliata ancora più sottilmente. E per questo, infine, si rivolta. Con quest’opera di fanta-sociologia Michael Young inventava nel 1958 la parola “meritocrazia”, in irriverente opposizione a un’esaltazione ideologica del principio del merito, proiettando così nel futuro, con esiti inaspettati e sinistri, una delle tendenze più invocate del nostro tempo.

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