ABOUT AMAZON 2 di Fiorella Anderlini. 23/1/21

Autotrasporti Guerra Graziano – Amazon Italia

Perché il nostro Sindaco non si adopera per tener fede all’impegno firmato a Bruxelles nell’ ottobre 2019 per un futuro sostenibile del nostro paese,

anziché spendersi in attacchi gratuiti e personali contro chi avanza osservazioni dettagliate all’ insediamento del polo logistico Amazon?

Essendo anche assessore all’ambiente dell’Unione Terre di Castelli, dovrebbe avere ben presente quanto lavoro comporti impegnarsi per uno sviluppo sostenibile che soddisfi “le necessità delle attuali generazioni senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare le proprie“(Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo dell’ONU).

Ammettiamo che 200 posti di lavoro in tre anni, quelli confermati dai responsabili sindacali che stanno seguendo la vicenda, soddisfino le necessità attuali: anche se provenienti da agenzie interinali, anche se “non qualificati”, anche se a tempo determinato, anche se Amazon deve sfatare una certa nomea che si è “guadagnata” nel tempo.

Ora però occorre che sia contemporaneamente soddisfatta anche la seconda parte dell’enunciato.

L’aumento delle polveri sottili favorito dall’aumento dei mezzi in circolazione è confermato da Arpae: ditemi voi se questo soddisferà le necessità delle future generazioni. E parliamo dei nostri figli e dei nostri nipoti!

Si è derogato al Piano regionale dei trasporti del 1998 in vigore fino all’anno scorso, che mirava a “fare in modo che la localizzazione dei servizi logistici o di attività collegate al trasporto più o meno avanzate, più o meno integrate che si creeranno nei prossimi anni nella nostra Regione sia guidata da una politica illuminata verso siti il più possibili posti in prossimità della rete primaria regionale e dei suoi punti nodali e di interscambio”. Una politica illuminata e sostenibile avrebbe di certo colto l’opportunità di collocare l’hub in area idonea, non in prossimità di strade subordinate e già congestionate.

Il senso del Piano è quello di perseguire l’obiettivo dell’Unione Europea di dimezzare entro il 2020 il numero di vittime della strada rispetto al 2010 e avvicinarsi all’azzeramento degli incidenti mortali entro il 2050 (obiettivo “zero vittime”) con una particolare attenzione, nel decennio in corso, agli utenti vulnerabili.

Dal rapporto ISTAT 2019 sugli incidenti stradali in Emilia-Romagna, si evidenzia come siano aumentati di un +1% gli incidenti e di un +14% le vittime della strada rispetto all’anno precedente.

 (https://www.istat.it/it/files//2020/11/Focus_Emilia-Romagna_2020.pdf)

Nel 2019, l’incidenza degli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani), periti in incidente stradale, in Emilia-Romagna è però superiore alla media nazionale (46,3% contro 45,2%).

Questo porta ad un costo sociale dell’incidentalità “stimato in quasi 17miliardi di euro per l’intero territorio nazionale (279,5 euro pro capite) e in più di 1,6 miliardi di euro (371,7euro procapite) per l’Emilia-Romagna; la regione incide per il 9,8% sul totale nazionale”.

Ed i dati in Unione Terre di Castelli aumentano quasi del doppio.

Sono le azioni che determinano chi siamo ed i valori che portiamo.

Qualcuno di noi può esimersi dalla responsabilità di aver affondato le future generazioni in un mare di smog, malattie e pericoli?

Anderlini Fiorella

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