Cosa pensa la sinistra ed i Cinque Stelle della zona Terre di Castelli sul PUG ( Piano Urbanistico Generale)

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Pubblichiamo di seguito la lettera inviata ai Sindaci dell’Unione Terre di Castelli a cura di Art. Uno ,

Rifondazione, Comunisti Italiani, Sinistra italiana e Movimento Cinque Stelle. E’ la prima volta che appare nella nostra zona un pronunciamento che mette insieme la sinistra frantumata ed i Cinque Stelle. Il testo è ragionevole e condivisibile. Buona Lettura CS.

Al presidente della Provincia di Modena ed ai sindaci dell’Unione Terre di Castelli

 Oggetto: Prossima adozione del P.U.G. da parte delle amministrazioni locali in ottemperanza alle disposizioni legislative.

Le scriventi forze politiche Articolo UNO, Comunisti Italiani, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana sono con il seguente documento a suggerire alcune linee di indirizzo e a richiedere apposito incontro per approfondire le dinamiche dei prossimi Piani Urbani Generali.

Le indicazioni contenute nella legge regionale del 21 Dicembre 2017 n° 24 – sulla cui approvazione le Sinistre in Regione, unitariamente, hanno espresso voto contrario dopo un serrato confronto con il mondo delle professioni e l’Università – porteranno le amministrazioni locali alla adozione, entro la fine del 2021, delle linee generali per l’uso, lo sviluppo del territorio. Si disegnerà un programma dal quale ci aspettiamo una profonda e significativa trasformazione. La crescita, noi diciamo riqualificazione territoriale, non potrà avvenire se non in armonia con i bisogni ambientali.

Ci aspettiamo un impegno politico forte per correggere le varie lacerazioni che negli anni passati sono state inferte al territorio nella logica della cementificazione, della crescita forzosa ritenendo questa, la terra dove si doveva produrre tutto in concorrenza con un mondo affamato di inutile consumismo.

Questa visione ha di fatto trasformato la Pianura Padana in una delle aree più inquinate dell’Europa: è un dato ricorrente che a marzo sono già stati superati gli sforamenti consentiti nell’arco di un anno intero. L’Italia è già stata sottoposta a due procedimenti di infrazione dall’Unione Europea, ma si continuano ad adottare politiche e misure superate e inefficaci. Quanti sabati e domeniche sono state caratterizzate dallo stop all’inquinamento perché i dati ci dicevano che avevamo sforato con un livello di inquinamento non tollerabile dalle persone.

Ci aspettiamo che le amministrazioni, andando all’adozione dei PUG,

  • azzerino il consumo di suolo come richiamato dall’Agenda ONU 2030 e dalla Strategia U.E sulla biodiversità e sulla protezione del suolo.
  • riqualifichino le aree produttive.
  • procedano senza indugi alla cancellazione di ogni previsione espansiva non necessaria, oggi non ancora impegnata da accordi e convenzioni, che potrebbero essere oggetto di rivalsa economica, o aprire contenziosi di lunga durata e dall’esito molto incerto per il comune.

Il documento unitario che sottoponiamo all’attenzione dei comuni dell’Unione Terre di Castelli e alla Provincia contiene alcune linee programmatiche riguardanti la prossima adozione dei P.U.G. (Piano Urbanistico Generale).

Le indicazioni che da quegli strumenti emergeranno segneranno lo sviluppo per almeno dieci/quindici anni, sono fondamentali, quindi, per il governo del territorio e, relativamente alla viabilità, per un periodo ben più lungo, onde evitare scelte ed opere non adeguate.

Preme segnalare che se le amministrazioni, nell’adozione delle linee generali di questi piani, dovessero ritenere già concluse le fasi del confronto e del coinvolgimento delle associazioni di categoria, dei partiti, del tessuto sociale e della popolazione, con quanto fatto nella fase di predisposizione del PSC, incontrerebbero la nostra contrarietà.

Non possiamo condividere questa posizione: il vecchio e superato PSC (Piano Strutturale Comunale) mai concluso e mai adottato conteneva, secondo noi, criticità importanti che ne hanno condizionato il percorso.

Siamo perciò a chiedere l’apertura di un confronto che coinvolga le forze politiche e i cittadini rendendoli partecipi della formazione, così da valorizzare – ma anche da rivedere e aggiornare, alla luce delle criticità emergenti e delle nuove dinamiche, demografiche, sociali e della necessità di contrastare le crisi climatiche – i dati allora raccolti e rielaborati

Ci domandiamo e al tempo stesso lo chiediamo alle amministrazioni:

sappiamo, abbiamo una corretta conoscenza dell’impronta ambientale che l’uomo esercita sulla terra del territorio che state amministrando?

 Il PUG che andrà in adozione entro la fine di quest’anno terrà conto dei limiti e delle fragilità ambientali?

È presente all’interno di quelle linee programmatiche l’indicazione che ciò che faremo dovrà evitare gli effetti devastanti del modello di sviluppo sin qui seguito e i cui effetti sono già oggi evidenti.

Proponiamo quindi di aprire un confronto sui temi del PUG anticipandovi queste brevi note che riteniamo essere fondamentali per la sua impostazione.  

Proponiamo che alcune politiche restino legate alla dimensione sovracomunale e valorizzino quelle “vocazioni territoriali” che l’Unione Terre di Castelli presenta, politiche rispondenti a necessità che vanno al di là del singolo comune, alzando un po’ lo sguardo e ricercando soluzioni che, pur nel rispetto delle singole differenze, concorrano allo sviluppo integrato del territorio.

Il settore produttivo: lo sguardo deve avere un carattere intercomunale, questo ci porta a dire che di aree produttive ve ne siano già a sufficienza; proviamo a fare un esempio, siccome a Castelvetro ci sono aree produttive pianificate (comparto di Sant’ Eusebio) peraltro già convenzionate e non ancora utilizzate, ci si interroga sul senso che potrebbe avere la scelta di programmarne di nuove a Spilamberto.

Il territorio urbanizzato: ritroviamo un territorio rurale che ancora mostra elevate qualità paesaggistiche e notevoli potenzialità per tipicità e qualità dei prodotti.

Vanno perciò sostenute e potenziate le politiche che negli anni trascorsi hanno consentito la loro salvaguardia e riteniamo che quelle politiche di tutela dei beni culturali, storici, panoramici e delle risorse naturali debbano essere confermate e rafforzate.

La mobilità: occorre mantenere lo sguardo all’area vasta e a tutte le modalità del trasporto, compreso quello pubblico. Serve un grandissimo lavoro anche sul piano culturale, per proporre una mobilità più sostenibile o come si dice una “mobilità dolce”. I piedi e le biciclette servono anche nei piccoli comuni, non si può continuare a pensare che siano temi da grandi città. Occorre pertanto cercare soluzioni che abbiano uno “sguardo lungo” e non siano semplici “copia e incolla” di proposte precedenti che risolverebbero forse un problema, lasciandone o aprendone però tanti altri.

L’ambiente: l’aria irrespirabile è oggi il fattore principale che contraddistingue negativamente la Pianura Padana, al raggiungimento di questo pessimo risultato abbiamo dato tutti un contributo e tutti dobbiamo ora sentirci impegnati per uscirne con scelte coraggiose, senza rinvii.

Va poi considerato con attenzione il problema della rilevanza ambientale, compresa la fragilità idrogeologica che interessa le colline e il sistema fluviale (area fluviale del Panaro, dei torrenti Guerro, Tiepido e Nizzola).

Così come occorre intervenire sulle aree di degrado urbane ed extraurbane. Un esempio è rappresentato da quelle aree sottoposte in passato ad escavazioni e che restano delle vere e proprie “ferite” nel territorio vanno restituite alla fruizione pubblica debitamente ripristinate o rifunzionalizzate come da impegni sottoscritti.

A questo punto potremmo concludere, confidando che sia possibile un confronto che allarghi ai centri storici, al social housing, all’edilizia sovvenzionata ed agevolata, alle valenze paesaggistiche e culturali con particolare, ma non esclusivo, riferimento, alle criticità segnalate dal “Documento di indirizzo per la formazione dei Piani Urbanistici Generali”.

Non abbiamo affrontato il problema delle aree residenziali che rappresenta la parte preponderante del territorio insediato e di quei tessuti edificati negli anni 60/70 che presentano forti criticità: strade a sezione ridotta, scarsità di piste ciclabili, di marciapiedi o di parcheggi, di ambiti obsoleti, oggi non più funzionali, frammisti alle residenze. Tutte questioni centrali per l’attivazione di politiche di recupero, riuso, riqualificazione urbana.

Confidiamo che questa nostra sollecitazione vi stimoli ad attivare quegli incontri che una scadenza così importante richiama.

p. Articolo UNO Gianni Balugani

p. Comunisti Italiani Daniele Stefani

p. Movimento 5 Stelle Enzo Ionna

p. Rifondazione Comunista Daniele Marsigli

p. Sinistra Italiana Dimer Marchi

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