L’aria che uccide. Sulla prima ordinanza del sindaco per contrastarne i danni.

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Ne abbiamo già parlato in altri post.

L’ordinanza è un cambio di paradigma importante Seppur Tardivo: la salubrità dell’aria è un problema serio quanto il Coronovirus . Di seguito il contributo di Fiorella Anderlini

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Ordinanza Sindacale :

“ADOZIONE DI LIMITAZIONI ALLA CIRCOLAZIONE VEICOLARE E DI MISURE EMERGENZIALI PER LA GESTIONE DELLA QUALITA’ DELL’ARIA E IL PROGRESSIVO ALLINEAMENTO AI VALORI FISSATI DALL’UNIONE EUROPEA DI CUI AL D.LGS. 155 DEL 13/08/2010”.

Antefatto

Nel 2008 l’Europa impone agli stati membri “di valutare la qualità dell’aria ambiente e, di conseguenza, adottare le misure finalizzate a mantenere la qualità laddove è buona e migliorarla negli altri casi” (Direttiva Europea 2008/50/CE).

Due anni dopo le Regioni devono “adottare piani e misure per il raggiungimento dei valori limite e dei livelli critici, per il perseguimento dei valori obiettivo e per il mantenimento del relativo rispetto” (D.Lgs. n° 155 del 13/08/2010).

Con molta calma, nel 2017, la Regione Emilia Romagna approva il PAIR 2020 “il cui obiettivo è quello di tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini e di garantire il rispetto dei valori limite di qualità dell’aria fissati dall’Unione Europea entro il 2020 attraverso limitazioni alla circolazione e specifiche azioni su tutti i settori emissivi”.

Questo lento percorso ha una accelerata a fine 2020 quando, con sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea contro la Repubblica Italiana riguardante la violazione degli articoli 13 e 23 della Direttiva 2008/50/CE in materia di qualità dell’aria ambiente, con riferimento specifico al materiale particolato PM10, la Regione Emilia-Romagna si trova coinvolta in prima persona per il superamento dei valori limite.

Al fine di dare attuazione alla sentenza della Corte e di conseguire, in tempi rapidi, il rispetto dei valori di PM10, è tenuta ad adottare una serie di misure straordinarie per il risanamento della qualità dell’aria nelle zone di Pianura est e Pianura ovest.

Oggi

Oggi ci ritroviamo a rincorrere l’emergenza anziché prevenirla con scelte che dovevano partire almeno un decennio fa.

Una corsa contro il tempo e contro l’inquinamento che in Italia fa registrare 90 mila decessi prematuri l’anno (quasi come il Covid); tra questi alcuni legati a diverse tipologie di tumore.

L’ordinanza del Sindaco del 26 febbraio 2021 per il risanamento della qualità dell’aria, pone una serie di divieti alla circolazione nel centro abitato per veicoli euro 0 ed euro 1, divieti di abbruciamento in campagna ed utilizzo di stufe a biomassa, ecc., seppur con tanti distinguo.

Restrizioni imposte ai cittadini di Spilamberto ai quali non manca di certo la sensibilità ambientale, ma che non trova conforto nelle scelte miopi degli Enti locali e regionali.

Mi ricorda tanto il detto: “Fate quello che dico, ma non quello che faccio!!”

Qual è il senso di dire sì, ad esempio, ai 2032 mezzi di Amazon dopo tutto quello dichiarato in premessa, quando la stessa Arpa certifica che questo aumento del traffico comporterà un aumento del 17% delle PM10?

Qual è il senso della raccolta Porta a Porta, che costa impegno e fatica a tutti noi, se poi non ne vediamo i risultati?

Invece di bruciare “solamente” le nostre 120 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati, ne importiamo altrettante da fuori provincia così che l’inceneritore vada al massimo della sua capacità!

Dimezzare i rifiuti significherebbe ridurre le emissioni di PM10 del 45-50%, come se si togliessero dalla strada 80-100.000 automobili.

La Regione ne ha la competenza oltre che il dovere, come si legge nel PAIR: “attraverso limitazioni alla circolazione e specifiche azioni su tutti i settori emissivi“.

In questo modo ognuno farebbe la propria parte, cittadini ed istituzioni, ed i miglioramenti della qualità dell’aria sarebbero più celeri e forse più duraturi.

Anderlini Fiorella

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