Lettera al Ministro dalle associazioni ambientaliste “No Bretella Campogalliano- Sassuolo”

Autostrade, il Comitato no Bretella presenta denuncia in Europa - Ruote  Libere - LaPressa.it

(9 Aprile 21) Gentile Ministro Cingolani,

guardiamo con fiducia all’istituzione del Ministero della Transizione Ecologica che Le è stato affidato nella speranza possa dare maggiore impulso alle politiche per ridurre le emissioni climalteranti, fermare il consumo di suolo, proteggere le risorse idriche, la biodiversità e dare soluzione alle altre criticità ambientali come il dissesto idrogeologico e l’inquinamento atmosferico.

Per queste ragioni, confidando nella sua sensibilità, vogliamo portare alla Sua attenzione la Bretella Campogalliano–Sassuolo, il nuovo tratto autostradale di collegamento tra l’A22 del Brennero e il comprensorio ceramico, giunto alla fase conclusiva di redazione del progetto esecutivo. La riteniamo un’opera vecchia come concezione, superata, inutile ed estremamente impattante, le cui criticità Le evidenziamo in pochi passaggi:

Vecchia come concezione, perché pensata ormai più di 40 anni fa, in un periodo caratterizzato da scarsa o nulla attenzione alla sostenibilità ambientale nel quale si dismettevano ferrovie per fare strade. Un periodo nel quale la realizzazione di nuovi tratti autostradali traeva origine dalla strategia aziendale delle concessionarie per ottenere prolungamenti della concessione più che da reali necessità di rispondere ad una domanda di traffico.

– Superata, perché la vera esigenza del comparto ceramico è affrontare il nodo della mobilità interna: troppe prese, di piccole partite, in luoghi differenti difficili da comporre in un carico, con inquinamento e costi energetici rilevanti, a causa di una strutturale debolezza della logistica che si affida a padroncini e imprese estere di trasporto che competono solo sui costi del personale.

– Inutile, perché nel frattempo è stata realizzata una superstrada a 2 corsie per senso di marcia con svincoli a doppio livello che corre parallela a circa 3-4 chilometri di distanza, connessa con la viabilità del distretto ceramico e gratuita, tranquillamente in grado di reggere il traffico attuale. Peraltro, a seguito dell’internazionalizzazione dei mercati e conseguente delocalizzazione produttiva, la produzione ceramica è passata da 650 milioni di metri quadrati nel 2006, prima della crisi economica del 2008, a poco più di 400 milioni nel 2019, prima della crisi pandemica.

Per quanto riguarda l’impatto sul territorio Le segnaliamo, perché di competenza del Suo Ministero, che il progetto della Bretella sconta gravissimi limiti di Valutazione di impatto ambientale risalente all’ormai lontano 2004, e da allora mai più aggiornata nonostante la validità della procedura VIA non possa superare i 5 anni proprio in ragione degli ovvi cambiamenti del sistema socio-economico e ambientale, del tutto evidenti nel nostro caso. Basti ricordare la non valutazione del rischio idrico già in fase di redazione della VIA in merito all’ indebita omissione del grande Polo estrattivo 5.1 di Via Pederzona a monte dei campi acquiferi di Marzaglia che riforniscono l’acquedotto di Modena (il Piano Particolareggiato risale al 1997). Polo già programmato in origine per una durata trentennale, ampliato nel tempo con piani decennali e con escavazioni ancora in corso. Purtroppo tale presenza è stata indebitamente ignorata dalla stessa Regione Emilia Romagna pur contitolare del Procedimento di VIA e responsabile della programmazione delle attività estrattive sul proprio territorio.

Pertanto, per le descritte ragioni e persistendo il transito della Bretella sulla zona di protezione assoluta dei predetti campi acquiferi, si impone una rivalutazione del rischio idrico complessivo generato dalla presenza del Polo di escavazione poco a monte degli stessi nel senso di deflusso delle acque. La Bretella produrrà una immensa colata di cemento (ed è soprattutto per questo che l’opera costerà oltre 600 milioni di euro) in quanto circa 1/4 della lunghezza del tratto principale sarà costituito da devastanti strutture in cemento armato per viadotti (attraversamento zona golenale esondabile del Secchia), ponti, gallerie (due in zona Colombarone), sottopassaggi viabilità ordinaria…

Oltre 600mila metri quadrati di terreno naturale-agricolo a fianco del fiume Secchia verranno impermeabilizzati in modo praticamente irreversibile, contribuendo al degrado paesaggistico, alla diminuzione del suolo naturale disponibile, alla diminuzione della capacità di ricarica delle falde acquifere e all’aumento del rischio di allagamenti. Per quest’ultimo aspetto segnaliamo che l’opera andrà ad occupare in località Campogalliano un’area periodicamente allagabile e destinabile per l’ampliamento della cassa di espansione del fiume Secchia, opera strategica per ridurre il pericolo di alluvioni della pianura modenese, uno dei territori a maggior rischio di alluvioni d’Italia.

Si può stimare che solo a causa del consumo di suolo occupato dalla Bretella e dai suoi cantieri verranno liberati in atmosfera circa 6 milioni di chili di CO2, che andranno ad aggiungersi ai quantitativi di emissioni climalteranti connessi a tutte le fasi di realizzazione e al successivo utilizzo della nuova autostrada. Nonostante gli evidenti effetti territoriali di area vasta, questa infrastruttura non è mai stata considerata in un Piano a Valutazione Ambientale Strategica (VAS).

Inoltre, contraddice, anche in modo clamoroso, gli indilazionabili obblighi di efficienza energetica e riduzione dell’utilizzo di idrocarburi richiesti dagli accordi internazionali sul clima e dagli impegni assunti a livello europeo. Sarà anche responsabile della creazione di nuovo traffico indotto su gomma, specie pesante, e contribuirà alla già pessima qualità dell’aria.

Con l’autostrada Campogalliano-Sassuolo sarà sicuramente più difficile trasferire su ferro gran parte delle piastrelle e merci del distretto con destinazione internazionale. Inoltre, confligge con il percorso del collegamento ferroviario Dinazzano-Marzaglia e nel suo tracciato attuale penalizza il nuovo scalo merci ferroviario di Marzaglia che verrebbe trasformato in un piazzale di scarico per il comprensorio ceramico senza più poter ospitare la logistica al servizio dell’area produttiva che si estende da Modena a Reggio Emilia.

Riteniamo anche opportuno informarLa che il progetto esecutivo non è ancora stato presentato pubblicamente nei nostri territori e non si sa, quindi, se le 39 prescrizioni ed una raccomandazione approvate con ultima delibera CIPE n° 62/2010, sono state recepite. Per tutte le descritte ragioni siamo pertanto a chiederne la sospensione dell’ approvazione, quantomeno per procedere all’ aggiornamento della VIA. Contando sull’impegno Suo e del suo Ministero a garanzia della trasparenza e della partecipazione, confidiamo in un Suo riscontro alla presente e ci rendiamo disponibili ad un incontro per maggiori spiegazioni e per la presentazione di nostre proposte alternative assai meno ambientalmente impattanti e costose elaborate con l’ausilio di professionisti esperti.

Le auguriamo buon lavoro e le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Comitato No bretella, Sì Mobilità Sostenibile: Gianni Ballista, Eriuccio Nora, Sentimenti Mauro, Paolo Silingardi, Mauro Solmi

Legambiente: Modena Davide Ferraresi, Sassuolo Sonia Pistoni, Formigine Ferrari Marco

Associazione WWF Emilia centrale: Daniele Bigi

Italia Nostra: Giovanni Lo Savio

Lega difesa ecologica Modena: Paolo Dieghi, Gladio Gemma

Comitato Salute Ambientale Campogalliano: Aldo Lugli, Luca Tavoni

Associazione Liberamente Cittadino Formigine: Patrizia Pagliani

Associazione Agricoltura Ambiente Bagno-Rubiera: Giorgio Bonacini

Comitato cittadini impattati dalla Bretella: Cesare Ruini

Coordinamento cispadano No autostrada Sì a strada a scorrimento veloce: Silvano Tagliavini

Associazione ISDE: Modena Paolo Lauriola

Rete sociale Modena: Carlo Lugli

Fiab Modena: Eugenio Carretti

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