San Vito di Spilamberto:La rotatoria che divide! (17/5/21)

Con l’arrivo di Amazon e delle sue nuove necessità infrastrutturali, la frazione di San Vito è stata decisamente isolata dal centro del suo comune.

Con la mancanza di una ciclabile, promessa da anni in campagna elettorale, è stato impedito a tutti quelli che volevano una mobilità sostenibile, di spostarsi in sicurezza in bicicletta o a piedi per raggiungere le scuole medie, gli uffici comunali, la biblioteca, la Casa della salute ed oggi, il promesso posto di lavoro in Amazon. 

L’Amministrazione si è accontentata di avere in cambio della variante e dell’annullamento del lotto convenzionato, una ciclabile di 300m che da Amazon arriverà in Via Gandhi, senza pretendere che la stessa partisse da San Vito per garantire sicurezza alle fasce più deboli come pedoni e ciclisti.

La nuova rotatoria prevede quattro uscite; una di queste collegherà Via San Vito con la Pedemontana, ma solo dopo che “il dialogo con Provincia e Regione avrà dato esito positivo”!

Al momento la situazione è quella confermata dalla foto: nessun passaggio pedonale, nessuna area sicura per le bici. Chi proviene da San Vito in queste condizioni, dovrà affidarsi alla buona sorte per arrivare e superare indenne, in mezzo al traffico, tale opera.

E l’aumento del traffico ci sarà, tant’è che tutti i documenti allegati alla variante Rio Secco prevedono una criticità dei livelli acustici su via San Vitoin particolare nel periodo notturno, che si approssimano o superano i rispettivi limiti di riferimento (55 dBA)” proprio per i tanti mezzi in circolazione.

Quello che si tace riguardo alle infrastrutture è che, per arrivare al vicino casello autostradale, si debba utilizzare la strada provinciale 623 che non è conforme alle politiche di sicurezza della Regione che ha recepito la direttiva europea.

Infatti per avvicinarsi all’azzeramento degli incidenti mortali entro il 2050 con una particolare attenzione agli utenti vulnerabili, viene stabilito che l’e-commerce sorga solo a ridosso delle grandi arterie stradali di comunicazione quali autostrade e strade extraurbane principali. E questo da noi non è possibile con una strada comunale da un lato ed una provinciale dall’altro (ora di ANAS?).

Le altre strade progettate per snellire il normale traffico quotidiano e che avrebbero potuto essere di servizio anche al polo logistico, sono da anni solo sulla carta. Mi riferisco alla Pedemontana monca e ferma vergognosamente a Sant’Eusebio ed alla Complanarina con la ridefinizione del casello di Modena sud.

Arrivare a Modena per studio o per lavoro sarà un’impresa per tutti!

Una amministrazione responsabile avrebbe dovuto pretendere che la sicurezza e la salute dei cittadini venissero prima di tutto. Ma così non è stato!

Sarebbe stato utile confrontarsi con i cittadini su queste ed altre tematiche, visto il notevole impatto dell’opera, ma ormai il danno è fatto.

Onori ed oneri saranno tutti sulle spalle dei nostri decisori politici.

Anderlini Fiorella del Comitato “Più Ossigeno”

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