Catastrofe climatica ed Emilia R i dati che ci riguardano sono molto ma molto peggiori del previsto!!!

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Mentre alcuni illustri nostri concittadini cantano le lodi di Amazon a Spilamberto

ci lascia senza fiato, la valutazione uscita il 15 c.m.  dal dibattito online su ‘Impatti climatici e azioni comuni nell’area metropolitana di Bologna’, incentrato su uno studio che Nomisma e il Centro euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici hanno realizzato per l’Autorità di Bacino del Po, il Consorzio della Bonifica Renana, Hera e Canali di Bologna.

Il punto: nell’area bolognese del bacino del Reno, al 2050, si stima un innalzamento della temperatura tra 1 e 2 gradi e un incremento medio delle precipitazioni tra il 2% e il 2,5%. Con “una maggiore variabilità stagionale che porterà ad un prolungamento dei giorni consecutivi di pioggia e di siccità”.

L’Emilia-Romagna è la prima regione per cibo certificato. La sua produzione agricola vale 5 miliardi di euro. Ha le più estese superfici coltivate a pomodoro da industria in Italia, e il 40% della produzione di pere d’Europa. Il più alto numero di prodotti Dop e Igp. Bene. Neanche trent’anni e puf, saremo una risaia con tendenza periodica a prosciugarsi. Con “una maggiore variabilità stagionale che porterà ad un prolungamento dei giorni consecutivi d pioggia e di siccità”. Tradotto: scordatevi tutto quello che siamo e facciamo.

L’Emilia-Romagna è la prima regione per cibo certificato. La sua produzione agricola vale 5 miliardi di euro. Ha le più estese superfici coltivate a pomodoro da industria in Italia, e il 40% della produzione di pere d’Europa. Il più alto numero di prodotti Dop e Igp. Bene. Fra  trent’anni saremo una risaia con tendenza periodica a prosciugarsi.   (Sintesi di articolo apparso sul Resto del Carlino di Andrea Fontana).

Nota uno il progettando PUG ( Piano Urbanistico) in Unione Terre di Castelli dovrebbe tenere presente anche gli effetti climatici, visto l’imponenza del fenomeno. Dovrebbe avere la stessa attenzione che ha il calo demografico. Entrambi i fenomeni ci cambieranno i connotati.

Nota due Servirebbe uno studio analogo a quello effettuato a Bologna per il nostro territorio.

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