Sostenere l’  agricoltura dei contadini è un  atto a  favore dell’ ambiente

 Sostenibilità ambientale, riproduzione delle risorse, efficienza produttiva,

La rete contadina usa meno del 25% dei terreni agricoli per coltivare il cibo che nutre più del 70% della popolazione mondiale”, usando “circa il 10% dell’energia fossile usata in agricoltura e non più del 20% della domanda totale di acqua per l’agricoltura, facendo di gran lunga meno danni ai suoli e alle foreste di quanto non faccia la Catena”.

Dall’altra parte, la catena agroindustriale usa più del 75% dei terreni agricoli del mondo, distrugge ogni anno 75 miliardi di tonnellate di strato superficiale del suolo e controlla il mercato nel cui ambito vengono deforestati ogni anno 7,5 milioni di ettari di foresta”. Inoltre, “la Catena è responsabile almeno del 90% dei combustibili fossili usati in agricoltura (e delle relative emissioni di gas a effetto serra) e almeno dell’80% dell’impiego di acqua dolce”

Da un lato, i contadini rispettano l’ambiente e rigenerano le risorse e la fertilità del terreno, usando letame, residui colturali e microrganismi del suolo, dall’altro lato la “Catena” consuma “la maggior parte dei fertilizzanti sintetici, con un costo addizionale di 365 miliardi all’anno per danni ambientali”; “per ogni dollaro speso in fertilizzanti, più di 4 dollari vengono spesi per i conseguenti danni all’ambiente e ai suoli”. Agricoltura e allevamento industriali inquinano, sperperano energia, distruggono ambienti naturali, uccidono gli insetti impollinatori.

“Dal campo al piatto, l’agricoltura è responsabile dal 44% al 57% delle emissioni di gas a effetto serra, un terzo delle quali è da attribuire agli allevamenti”; ma la “Catena” è responsabile dell’85-90% di tutte le emissioni imputabili all’agricoltura.

Infine, degli 8 milioni di tonnellate di plastica riversati negli oceani ogni anno, un terzo è frutto delle lavorazioni della “Catena”.

 Sprechi

Alcuni studi hanno evidenziato che le filiere corte, biologiche, locali, consentono di ridurre gli sprechi pre-consumo fino al 5% rispetto al 40% dei sistemi agroindustriali.

 Biodiversità

La “catena alimentare industriale” si basa su monocoltura e specializzazione aziendale ed è causa, a livello globale, di una enorme perdita di biodiversità.

Al contrario, “L’agricoltura e l’allevamento attuati dai contadini promuovono la diversità, a vantaggio sia della sicurezza alimentare che della nutrizione”.

ORIENTAMENTI POLITICI GENERALI – CAMBIAMENTI DI PARADIGMA

Una politica agricola che si ponga l’obiettivo di garantire l’accesso ad una buona alimentazione per tutta la popolazione, la salvaguardia delle aziende agricole nei nostri territori, e la salvaguardia del territorio stesso e delle sue risorse dovrebbe sostenere tutte le forme di filiera corta.

1. Azzerare il consumo di suolo agricolo e naturale.

La terra è una tra le più importanti fonti della nostra vita. Continuare a cementare, ad asfaltare, a scavare significa distruggere la base del nostro sostentamento. La terra è un enorme serbatoio di humus e quindi di carbonio, quindi la conservazione della suolo coltivabile e della sua fertilità sono priorità strategiche. Malgrado la popolazione sia stabile da decenni l’impermeabilizzazione dei suoli continua ad un ritmo intenso: occorre cambiare urgentemente la rotta.

2. Ridurre drasticamente l’utilizzo di pesticidi e di concimi chimici di sintesi. Ridurre il consumo di acqua in agricoltura

In un periodo storico in cui le alterazioni ambientali di origine antropica mostrano tutta la loro pericolosità l’uso massivo di pesticidi e di concimi chimici di sintesi è una contraddizione inaccettabile. Così come all’inizio degli anni 80 la regione Emilia Romagna lanciò un grande piano per la riduzione dei pesticidi attraverso il sistema della “lotta integrata”, adesso abbiamo la necessità di un nuovo grande piano per diffondere sistemi di coltivazione fondati sull’agroecologia.

Questo può avvenire soprattutto attraverso la riforma radicale della Politica Agricola Comunitaria e lo spostamento dei sostegni alle realtà produttive agricole inquinanti verso le reti alimentari contadine che sono attente all’ ambiente,  e alla riduzione degli sprechi.

Per tutti questi motivi, è necessario sostenere la “Rete alimentare contadina”.

Tuttavia, in Italia, come in altri paesi “sviluppati”, la Rete alimentare contadina è costantemente minacciata sia da politiche pubbliche che sostengono l’agricoltura industriale, sia dall’accentramento quasi monopolistico della distribuzione del cibo in poche grandi catene di supermercati che, con le loro centrali d’acquisto, privilegiano le grandi aziende agricole iper-specializzate e penalizzano le piccole aziende contadine con produzione diversificata. Così facendo, le politiche pubbliche e le grandi catene di supermercati agiscono non solo a svantaggio dei piccoli contadini, ma di tutti i cittadini e consumatori, che si vedono sempre più privati della possibilità di scegliere cibo di buona qualità e prodotto localmente, con un peggioramento costante delle condizioni dell’ambiente, a causa dell’inquinamento prodotto dalla catena alimentare industriale.

Lettera di Campi Aperti  campagna di Bologna sulla sovranità alimentare e sull’ agricoltura contadina sitetizzata da

Elena Bonezzi.

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