Rifiuti solidi urbani a Spilamberto (9/7/21) … ricicloni “de che”…

Legambiente Calabria, “Comuni Ricicloni”, nessun comune per le province di  Crotone e Reggio Calabria | Approdo Calabria

Castelfranco, Spilamberto e Marano pari sono! E allora?

Dal sito di Legambiente vediamo che nella classifica dei Comuni Ricicloni 2021, i comuni di Castelfranco Emilia, di Spilamberto e di Marano hanno di fatto ottenuto gli stessi risultati.

Castelfranco in più risulta essere il miglior comune nella fascia oltre i 15.000 abitanti.

(tutti sanno che più cresce la dimensione di un comune più crescono le difficoltà per una buona e corretta raccolta differenziata)

La classifica 2021 di Legambiente a Modena è la seguente:

PosizioneComuneAbitantiResiduo secco Kg/abitante% RD
1S. Prospero5.98335,591,6
2Cavezzo7.00342,590,5
3-8Camposanto, S. Possidonio, Medolla, Concordia, Bastiglia, Novi   
9Spilamberto12.73760,588,6
10Castelfranco33.58262,986,6
11Marano5.29863,189,3

Anzitutto una constatazione, tutti questi comuni hanno dei risultati eccellenti, un Raccolta differenziata attorno al 90%, un residuo secco per abitante (quello che non è stato differenziato) attorno ai 40-60 kg per abitante. Numeri che solo dieci anni fa sembravano fantascienza e invece oggi sono la normalità per quei comuni che hanno investito sulla riduzione dei rifiuti e sulla differenziazione.

Ora una prima domanda, se il risultato finale è simile e ampiamente positivo, nonostante due sistemi completamente diversi, qualcuno si sta chiedendo qual è il sistema più semplice e più economico per i cittadini?

Perché i due sistemi sono profondamente diversi, ma il gestore è lo stesso: HERA.

Castelfranco e Marano hanno la raccolta stradale con i cassonetti con la tessera, mentre Spilamberto ha il porta a porta. Tutti e tre hanno poi le isole ecologiche.

Se il risultato finale è simile per non dire identico, quale dei due costa meno?

Negli anni passati sono state fatte centinaia di simulazioni per stabilire la differenza di costi, ma erano sempre simulazioni su dati ipotetici.

Oggi abbiamo i costi reali, le tonnellate reali, le delibere dei comuni e le bollette di HERA. Non deve essere poi così difficile calcolare il costo totale del servizio e il costo pro capite!!!

Quali sono inoltre i pro e i contro per la gestione quotidiana dei cittadini?

A Spilamberto le famiglie sono obbligate a tenere in casa i rifiuti domestici alcuni giorni o delle settimane intere, sono obbligate a portare i bidoncini o i sacchi fuori casa in giorni stabiliti, pena saltare il turno. Se parliamo poi di persone anziane devono portare fuori dei bidoncini o dei sacchi anche molto pesanti (pensate al vetro o alla carta), sotto la pioggia o con il buio (in inverno).

A Castelfranco come a Marano esiste il problema degli abbandoni fuori dai cassonetti, ed eventualmente dei cassonetti pieni dove non riesci a conferire, ma di solito puoi conferire il giorno che vuoi, all’orario che vuoi.

La follia poi è che la politica ha abdicato alla gestione del territorio in modo unitario: oggi a distanza di pochi chilometri, con lo stesso gestore, HERA, abbiamo tre diversi sistemi:

  • Porta a porta a Spilamberto e a Vignola,
  • Cassonetti intelligenti a Castelfranco, San Cesario, Bastiglia, Bomporto e a Marano.
  • Cassonetti normali a Savignano, Castelvetro, Castelnuovo, Modena.

Questo non è normale per un servizio industriale che può avere risparmi sui costi solo con sinergie gestionali.

TRE SISTEMI SERVONO SONO SOLO TRIPLICARE I COSTI !!! E AD ACCONTENTARE I SOGNI DI QUALCHE SINDACO.

Noi chiediamo una serie analisi di costi e benefici, sia di quello che le famiglie e le imprese pagano che della semplicità o della complessità del servizio.

Poi la politica deve fare le scelte, nell’interesse dei cittadini e non per scelte ideologiche o per la moda del momento.

Note

Fino a qualche anno fa le classifiche per determinare la virtuosità dei comuni era esclusivamente basata sulla % di raccolta differenziata. Poi si è capito che i gli autocarri di HERA spostano tonnellate e non %.

Di conseguenza Legambiente ha introdotto come primo parametro il residuo secco pro capite, ovvero il rifiuto NON differenziato, quello per intenderci che va al 100% in discarica o all’inceneritore. Questo misura la virtuosità o meno della raccolta dei rifiuti d

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