La Cicala e la Formica: un evergreen

La cicala e la formica: la favola, la morale e i video più divertenti -  Passione Mamma

Allarme ambiente! di Maddalena Vandini

Ricordate la favola di Esopo “La cicala e la formica”? Durante l’estate, l’accorta formica lavorava duramente per mettere da parte le provviste per l’inverno. La cicala, invece, concentrata sul proprio presente ed incurante dell’avvenire, non faceva altro che cantare e ballare tutto il dì. Un giorno, giunse per entrambe la stagione fredda e, con essa, il momento di raccogliere i frutti delle proprie azioni: la formica disponeva di cibo per superare serenamente l’inverno, la cicala, al contrario, se ne trovò del tutto sprovvista. Questa storia, nella sua semplicità, mette in luce quanto sia necessario essere previdenti: pensare solo all’oggi, privandosi di uno sguardo verso il domani, rende ciechi in merito alle conseguenze dei propri comportamenti e porta inevitabilmente alla rovina.

Se uno scrittore del VI secolo avanti Cristo si è scomodato per affrontare un tema come la lungimiranza, molto probabilmente è per l’importanza che questo valore ricopre nella sfera umana; perciò, la logica ed il buon senso imporrebbero che una società saggia improntasse le proprie scelte seguendo il modello della formica. E invece, ovunque si volga lo sguardo o si tenda l’orecchio, ci si confronta con scelte avventate e imprevidenti.

Prendiamo questa maledetta pandemia. Non era ancora scattata l’estate astronomica e dovevamo ancora riprenderci dallo shock vissuto quest’anno ,che già alcuni politicanti starnazzavano l’urgenza di togliere “il bavaglio”, senza capire i danni che questo avrebbe provocato e, soprattutto, senza prevedere che, a fronte di un inevitabile aumento di contagi, la mascherina sarebbe stata ripristinata, come sta avvenendo, per esempio, in Israele e come, di certo, avverrà fra poco in Italia. Risultato: per pochi giorni di presunta libertà dalla mascherina, abbiamo solamente aiutato la malattia ad estendersi ulteriormente, con tutte le conseguenze sulla salute e sull’economia che da ciò scaturiranno. Brave cicale!

Passiamo ora all’ambiente. Germania, Belgio e Olanda sono in ginocchio dopo un’alluvione senza precedenti, nella zona norvegese al di sopra del circolo polare si superano i 34 gradi, le aree estese dalle Montagne Rocciose al Canada registrano temperature superiori di 16 gradi rispetto alla media del periodo, gli incendi dilagano senza sosta in dodici stati. Sono solo alcuni esempi di quello che sta avvenendo per mano di un cambiamento climatico che nemmeno il più miope potrebbe oramai negare. La svolta deve essere ora e deve essere drastica. Eppure di fronte al Green Deal, voluto fortemente da Ursula Von Der Leyen, le case automobilistiche, le compagnie aeree e l’industria pesante insorgono contro le proposte atte ad abbattere le emissioni di CO2, e gli Stati membri avanzano richieste che ben palesano quanto non abbiano per nulla compreso l’impellenza di decisioni radicali e perentorie. Ancora guardano al presente, anzi, al passato. Poiché non c’è un solo aspetto positivo inerente il nostro ecosistema che possa far pensare ad un possibile rinvio del cambio di rotta. Brave cicale!

E infine, con l’amaro in bocca ed un senso indelebile di scoramento, veniamo al nostro paese. Tutti i dati che il Sindaco Costantini aveva a disposizione per prevedere le possibili ricadute dell’ormai tristemente famoso polo logistico Amazon avrebbero dovuto indurlo a fermarsi. Le ricadute sul traffico, piaga del nostro territorio, le ricadute sull’inquinamento dell’aria, se è vero che Modena risulta al 283° posto su 323 città europee nella classifica della qualità dell’aria stilata dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, le ricadute sui piccoli commercianti del territorio, sopravvissuti a stento a mesi di chiusure. E non ultimo, ricadute sull’educazione e sulla morale.

Il Sindaco dichiara spesso di avere un occhio di riguardo per la formazione dei ragazzi. Che cosa risponderà a quel giovane un po’ irriverente che gli dovesse porre una semplice domanda: da che parte sta, Sindaco? Da quella delle multinazionali o da quella delle botteghe artigiane? Dalla parte dei diritti dei lavoratori o da quella di chi i lavoratori li sfrutta? Dalla parte di chi crede che l’essere umano sia un essere sociale o da quella di chi l’essere umano lo vuole ridurre ad un cyborg individualista?

Amazon non è stata solamente una scelta politica, ma una scelta esistenziale che sottende un’etica ed una visione del mondo. Il Sindaco è, volente o nolente, un esempio per i ragazzi ed è proprio a loro che, un domani non troppo lontano, dovrà render conto del motivo per cui, nella favola della sua vita, ha voluto stare dalla parte delle cicale.

Maddalena Vandini

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