La politica nazionale si mangia il municipalismo locale.

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Non ho mai partecipato alla criminalizzazione di chicchessia. Ero d’accordo con Bersani

quando cercò di aprire un dialogo con i Cinque Stelle e dispiaciuto dalla gragnuola di  insulti che  Renzi  gli appioppò in compagnia del governatore De Luca. 

Sono un civico e quindi  favorevole ad  una politica mite dove la diversità d’opinioni non debba tramutarsi in odio alle persone o peggio.   Dimostrare ai nostri concittadini che si possono avere idee diverse ma non per questo ci si deve  odiare, è la funzione educativa che  il consiglio comunale deve svolgere.

Il Consiglio  è il luogo dove i diversi si incontrano, discutono e si rispettano. Quindi ho sempre condannato la tendenza dell’attuale maggioranza a personalizzare e demonizzare lo scontro con l’opposizione della coalizione di centrodestra. Quindi noto con rammarico che il peggio della politica nazionale rischia di precipitare da Roma verso i territori, ingessando tutto in un bipolarismo feroce fino al ridicolo. Bipolarismo  fatto di scontri ideologici e simbolici smisurati. Il livello nazionale, dunque, riduce gli spazi del civisimo e del municipalismo . Il  confronto nazionale è troppo cattivo, si divide per coalizioni  ideologiche, si mangia le potenzialità locali: tutti concorrono alla edificazione di un muro incollato con malta ed odio. Guelfi e Ghibellini mille anni dopo!

Resta però  triste leggere Il  Giornale del 22 agosto dove si insulta Gad Lerner perché “ebreo”  con vari luoghi comuni semiti. ( “Ricorda il vecchio malvissuto”). Lerner lo si attacchi legittimamente su quello che dice e dichiara ma come persona  lo si rispetti!

Nella Lega di Bossi, inoltre,  un episodio come quello di Durignon non sarebbe mai accaduto. Ha proposto di sostituire a Latina la via dedicata a “Falcone e  Boresellino” ad Arnaldo Mussolini fratello di Benito, anch’egli militante fascista .

Qui è in gioco la lotta alla mafia e la natura antifascista delle società democratiche e del paese. Si sta prospettando uno schieramento di centrodestra nazionale che potrebbe essere egemone  anche a livello locale.

Quanto sta accadendo, seppellisce definitivamente ogni possibilità di immaginare modelli di gestione civici così come furono sperimentati nel nostro territorio .  Il civismo deve reinventarsi , scoprire le sue origini e rilanciare un modello di gestione delle istituzioni che sviluppi le autonomie locali ( Municipi) come fecero nel secolo scorso anarchici, socialisti, comunisti, liberali e popolari.   Lo sviluppo delle comunità locali  è la storia del nostro paese che nasce e si sviluppa in una miriade di laboratori comunali fatti nei comuni che anticiparono  diritti e servizi nazionali. I Comuni sono un bene comune che va conservato!
BoOm

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Una risposta a La politica nazionale si mangia il municipalismo locale.

  1. Federico Barbarossa ha detto:

    sostanzialmente condivido l’articolo, peccato che non si facciano esempi di Comune……Non mi sembra che A sPILAMBERTO SIANO STATE REALIZZATE OPERE PROPOSTE DALLA OPPOSIZIONE….

    "Mi piace"

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