Centrosinistra uno e trino anzi cinquino di Marco Villa

Presto anche molti comuni italiani andranno al voto. Ci andranno le principali cittá italiane, le prime quattro per grandezza – Roma, Milano, Napoli e Torino – ma anche altre comunque molto importanti come Bologna. É un test chiave per verificare la salute dei principali schieramenti politici e in particolare per il centrosinistra che nelle amministrative tradizionalmente trova la sua forza, ma anche per vedere a che punto é il cantiere di alleanze, se ci sia qualcosa di chiaro, qual é il rapporto coi 5 stelle, con le forze della sinistra e coi centristi. Sia chiaro, le dinamiche locali e quelle nazionali sono abbastanza diverse di per sé, tuttavia parliamo appunto dei principali comuni italiani, che qualcosa vorranno significare anche in chiave nazionale.

Ecco, il quadro é abbastanza desolante. Non tanto perché la destra rischia di vincere, anzi, sembra improbabile in quasi tutte le cittá, ma perché delle cinque grandi cittá al voto, il centrosinistra riesce incredibilmente a presentarsi con alleanze diverse in tutte.

  • A Roma il centrosinistra presenta due candidati. Gualtieri che si presenta con una coalizione senza centristi (intesi come renziani, calendiani e +Europa), che a loro volta sostengono Carlo Calenda. Il M5S invece prova a riconfermare Virginia Raggi;
  • A Milano tutti uniti a sostenere Sala, senza fare un accordo coi 5 stelle. Sala peró si é recentemente dichiarato membro dei Verdi Europei, anziché del Pd;
  • Ma a Torino i Verdi sono in coalizione coi 5 stelle, che propongono una candidata alternativa a Lo Russo, supportato del centrosinistra, inteso nel senso piú “classico”;
  • Ma a Napoli i centristi si dividono a loro volta. I calendiani non sostengono il candidato del centrosinistra, l’ex ministro Manfredi, che corre con una coalizione comprensiva del M5S e dei renziani. I calendiani sostengono Antonio Bassolino. Inoltre, la maggioranza uscente che ha sostenuto De Magistris per gli ultimi 10 anni, ha anch’essa un suo candidato;
  • Infine Bologna, dove i 5 stelle sono in coalizione con tutto il centrosinistra, centristi calendiani e renziani compresi.

Cinque cittá, cinque formule diverse di coalizione. Dall’altra parte, invece, un centrodestra sempre uguale a prescindere dalla latitudine in cui si presenta.

Ecco allora che un elettore progressista, che fosse piú abituato a votare partiti piú “radicali” o piú “moderati” della coalizione poco importa, si ritrova oggi smarrito e si chiede: che cos’é il centrosinistra italiano? E in definitiva: che voto? Che tipo di progetto posso sostenere?

Oggi c’é un grande imbarazzo tra gli elettori progressisti, tra colori che, in maniera piú lucida dei dirigenti politici, vede arrivare il pericolo di una destra in grande forma e con un’identitá precisa fatta di euroscetticismo piú o meno velato, xenofobia sull’immigrazione e strizzate d’occhi ai movimenti no vax.

Un elettore progressista si trova davanti di fatto a due scelte: votare un grande partito che non riesce a esprimere una posizione su quasi niente, atteggiamento che ha tanto il Pd che il Movimento 5 stelle, oppure meglio votare uno dei tanti piccoletti che, essendo tali, avranno anche idee e programmi piú chiari, ma la cui frammentazione é respingente di per sé (e questo vale sia per I centristi, come Azione! e + Europa come per i piú a sinistra come Sinistra Italiana o Possibile)?

E dire che i temi di convergenza ci sono tutti: la difesa dell’ambiente e lo sprint sulla transizione ecologica; l’ampliamento dei diritti civili – con i due referendum sulla cannabis ed eutanasia legali firmati principalmente da elettori progressisti – e lo ius culturae; la ripresa economica che deve essere, anche qui, verde e digitale; lotta al precariato e il sostegno al ceto medio delle piccole e medie imprese, l’integrazione europea. Questi ovviamente sono poco piú che titoli da declinare, ma in tutto il mondo occidentale il centrosinistra sta usando questa agenda qui.

Abbiamo l’agenda. I soggetti pure, visto che non c’é certamente bisogno di inventarsi nuovi partiti. Quello che manca é la volontá di trattare, di parlarsi: bisogna lasciarsi il passato alle spalle e guardare al futuro, perché agli elettori non importa nulla di chi ancora rivanga episodi successi anni fa. Agli elettori non importa delle piccole lotte interne tra i centristi o tra quelli che sono i veri portatori della sinistra, quelli che sono green ma non per davvero… Importa moltissimo agli addetti ai lavori, ma veramente, lo dico a quest’ultimi, é sentito il bisogno di un centrosinistra concorrenziale e che cominci a fare proposte serie e assumere posizioni che non siano solo sostenere Draghi o meno. 

Non c’é piú tempo da perdere, il 2023 é dietro l’angolo.

Marco Villa

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Una risposta a Centrosinistra uno e trino anzi cinquino di Marco Villa

  1. Federico Barbarossa ha detto:

    la solita solfa.

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