Firenze 18 Settembre 21 i lavoratori insorgono e non sono più invisibili

Momenti dell’imponente manifestazione degli operai e del coordinamento delle donne della Gkn ieri a Firenze

IL CORTEO  dalla Rsu di Gkn   è diventato strada facendo sempre più imponente, tanto che ci sono voluti tre quarti d’ora per vederlo sfilare .In testa le bandiere partigiane della Brigata Sinigaglia e dell’Anpi Oltrarno e di Campi Bisenzio, protagoniste della liberazione della città dal nazifascismo nel 1944. Come a cementare il legame fra chi contribuì alla riconquista della democrazia, e chi sta lottando per vederne confermati i cardini costituzionali.

Dietro l’ormai  celebre striscione «Insorgiamo» un fiume di donne e uomini di ogni età. Con una larga prevalenza di giovani; poi di lavoratori delle altre fabbriche che rischiano la chiusura; delle formazioni politiche della variegata, frantumata, litigiosa eppure ancora vitale sinistra del paese; di un sindacato confederale presente con la Cgil e la Uil, …

«Sono qui perché bisogna ripartire dal lavoro e dai lavoratori – spiega Milena che si è fatta 200 chilometri di strada per venire a Firenze – il lavoro è la questione fondamentale oggi in Italia».

«Fino che ci sarà sarà», canta il corteo … mentre il servizio d’ordine degli stessi operai Gkn cerca di evitare la tracimazione dei manifestanti fuori dal percorso stabilito, tanto è massiccia la partecipazione. L’organizzazione è comunque impeccabile, anche grazie agli sforzi congiunti dell’amministrazione comunale, delle stesse forze dell’ordine e delle forze sindacali, Fiom Cgil di Firenze in testa.

I drappi con scritto «Insorgiamo» sono ovunque, anche alle finestre delle case Un clima di festa, interrotto solo dal minuto di silenzio per ricordare l’ultimo caduto sul lavoro, Giuseppe Siino. Gli «Studenti per Gkn» esibiscono un «Dalle fabbriche alla scuole, la Martinella suona», che fa ulteriormente capire la compattezza dietro la resistenza operaia. «O ci si unisce ora o non ci si unisce più.

Dal Manifesto del 19 /9/21

N.D.R.  Serve un altro referendum i fretta  per cancellare il Jobs Act, legge che sta trasformando progressivamente i lavoratori in neoschiavi

Assenti notati PD e M5S

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