Spilamberto2050 Piano Urbanistico Generale

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In rappresentanza del gruppo cittadini eco-civici di Spilamberto


Che il tempo stia per scadere, è oramai sotto gli occhi di tutti. Stiamo dimostrando che
siamo in grado di sopravvivere alla pandemia di Covid, grazie alla medicina e alla
ricerca, ma alle porte c’è un altro evento drammatico al quale non possiamo
sopravvivere: il disastro climatico. La crisi del clima è senza dubbio il più grande
problema che la specie umana abbia mai dovuto affrontare, poiché è in gioco la sua
stessa sopravvivenza.
Fino a pochi anni fa, qualcuno continuava imperterrito a mostrare scetticismo di fronte
ai dati allarmanti messi in luce dai modelli matematici, ma oggi nessuno ha più dubbi
sul fatto che siano in atto mutazioni drastiche del clima del nostro Pianeta e che la
responsabilità di questo sia da attribuire proprio alle attività dell’essere umano.
L’aumento dei gas serra immessi nell’atmosfera ha raggiunto livelli inquietanti e le
polveri sottili invadono i nostri territori e i nostri polmoni.
Siamo di fronte a fenomeni climatici estremi sempre più frequenti: inondazioni, siccità,
alluvioni, modifiche nelle abitudini migratorie e riproduttive di molte specie animali e
vegetali.
Da tutto questo si evince un solo concetto: la priorità deve essere data all’ambiente. La
tutela del nostro territorio deve essere il perno attorno al quale far ruotare qualsiasi
decisione, con un evidente e radicale mutamento di prospettiva rispetto ai decenni
passati.
Alla luce di tali premesse, vorrei condividere con voi alcuni ragionamenti:

  • Riteniamo che la legge regionale sia caratterizzata da palesi criticità: concede
    troppe deroghe e rischia, quindi, di rendere vani gli obiettivi che la stessa legge,
    in teoria, si prefigge.
  • Pensiamo che sia una scelta strategica progettare, nella nostra area, piste ciclabili
    ben collegate, affinché siano non solo uno strumento per sostenere e diffondere
    sane abitudini, ma diventino vere e proprie strade da percorrere per spostarsi,
    sul modello delle città del nord Europa.
  • In Emilia Romagna la cementificazione ha raggiunto livelli non più sostenibili;
    pare che la politica abbia rinunciato all’idea di paesaggio come equilibrio fra
    natura e cultura, fra ambiente e attività antropiche. Le brutture che ci circondano
    stanno soffocando il concetto di bellezza che, al contrario, dovrebbe
    accompagnare ogni scelta politica ed etica.
  • Sappiamo, infine, che un ancora di salvezza in questa situazione critica ce la
    offrono gli alberi; è per questo motivo che portiamo avanti l’idea della Città degli
    alberi; nell’area della SIPE dovrà essere mantenuto il verde esistente e sottoposto
    a manutenzione; ma tale azione dovrà essere affiancata da una cospicua
    piantumazione di alberi in tutto il nostro territorio: i pioppi sono un efficace alleato
    contro la CO2 e contro sostanze chimiche inquinanti, la canapa è un ottimo mezzo
    per estrarre i metalli pesanti dal suolo.
    Qualsiasi decisione che prenderemo dovrà essere il più possibile sinergica. La
    globalizzazione ci ha mostrato che ormai i confini sono liquidi, come la nostra società;
    se vogliamo ottenere risultati concreti dobbiamo remare tutti nella stessa direzione ed
    imparare a guardare non al proprio comune, ma al territorio nella sua globalità.

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