IL VOTO UTILE, MA UTILE A CHI?

Nelle prossime settimane, incuranti delle conseguenze politiche e dei reali effetti della cosa assisteremo al prodigarsi da parte di giornali, intellettuali attempati e starlette della sinistra per il voto utile. Il voto utile ci diranno è l’argine alle destre cattive, fasciste o criptofasciste stile Meloni. Il PPE, più preoccupato per le sorti proprie che per quelle dell’Italia, ha già speso il nome di Tajani per l’eventuale presidenza del consiglio; Letta, frastornato da una crisi che non ha saputo gestire e dai cui è uscito malissimo, sta ancora bofonchiando parole d’astio nei confronti del povero Conte che, diciamolo, non è esattamente una volpe, ma non è il colpevole della crisi, un protagonista marginale semmai. Presi da frustrazione infinita al PD non hanno trovato di meglio che invocare scomuniche verso il M5S, colpevole di aver posto alcune questioni politiche dirimenti a Draghi. In questo Paese è ormai chiara la vocazione del parlamento a farsi sostituire da governi tecnici che in realtà di tecnico hanno ben poco se si guarda con attenzione alle loro priorità: atlantismo acritico sulla guerra, politiche di austerity invocate per contenere l’espansione degli Stati in economia, vaga attenzione ai diritti civili a coprire le schifezze su quelli sociali, politiche del lavoro in linea con Confindustria, etc..

L’appello dunque sarà verso un grande schieramento costituzionale in quella che è la classica forzatura elettorale della Costituzione Repubblicana del tutto inutile per almeno due motivi: non attrae nessuno elettoralmente, quindi non funziona e soprattutto non produce un vero schieramento, una vera alleanza, ma solo problemi e dissapori post elezioni.

Da questa crisi cerchiamo di uscire con le ossa rotte ma almeno con le idee chiare: Il PD di Letta non sarà mai un partito in grado di costruire una comunità politica attorno agli ideali di una sinistra radicale in discontinuità con la cosiddetta “agenda Draghi” (un mito che aleggia nelle stanze dei giornali di Roma). Il PD potrebbe, se avessero un minimo di lucidità, cercare in tutti i modi di costruire/ricucire una relazione fruttuosa con i 5Stelle, ma vedo tantissime persone dotate di sale in zucca continuare con le solite manfrine verso questo movimento: scappati di casa, improvvisati, inutili. Tutto ciò sarebbe anche trascurabile se non fosse che questa volontà esprime una cecità più ampia, quella verso le sofferenze del Paese reale che avevano trovato una forma attorno al 30% proprio nelle file di quel movimento e che il PD non intercetta da anni.

Con le parole di Marco Revelli, il PD è ormai il partito-Stato, “con l’unico obiettivo di dare continuità al potere” (Il Fatto Quotidiano, 22-07-2022) nelle e delle istituzioni, alieno a ogni conflitto sociale, a ogni protesta legittima, vagamento attento ai conflitti di genere e cosmetici perché intesi in modo superficiale.

Allora, da parte mia, la prima e più importante questione è proprio capire e far capire che La Meloni arriverà dove arriverà non per colpa di Conte e di Berlusconi o di quel poveraccio di Salvini, ma proprio per il viatico di Draghi e della solidarietà tanto visibile quanto ben nascosta dai nostri media tra tecnocrazia e populismo. Draghi è l’emblema di una sinistra riformista che non sa spiegare perché la classe media di questo Paese si erode sempre più nonostante le continue “riforme” da loro proposte e attuate: Jobs act, buona scuola e tante altre amenità.

Il mio voto sarà utile perché sarà alternativo a questa idea e cercherà con una buona dose di rassegnazione e speranza insieme, di costruire una comunità politica che abbia il coraggio di guardare alla drammaticità dei problemi che abbiamo senza paura, che rimetta in discussione questo modello di sviluppo davvero, che non si lasci distrarre dalle sciocchezze del sovranismo di sinistra, che rimetta al centro un’idea di conflitto sociale chiara e riconoscibile politicamente. Il mio voto sarà utile in questa direzione e non contro la Meloni o Salvini o chi.

Si sente dire spesso che chi ha voluto la crisi è perché si può permettere un governo di destra, perché bianco, maschio, tutelato e eterosessuale magari. Ebbene, non è sbagliato dire che l’argomento esiste, ma esiste anche in me l’idea che questo timore si giustifica con l’insieme ormai lungo di ‘voti utili’ che io ho dato e che hanno contribuito solo a rafforzare governi di destra più o meno camuffati. Ho deciso che stavolta non sarò utile alla loro causa.

Ivano Gorzanelli

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