Raccolta firme per salvare il bosco ex Sipe! ( Da leggere con attenzione)

Comitato  “EX SIPE SALVIAMO IL BOSCO.”

Dopo la pausa estiva ad Ottobre riparte con un fitto calendario di appuntamenti ai gazebo la raccolta firme per salvare il bosco della SIPE e per utilizzare a fini sociali gli edifici storici esistenti

L’ex Sipe è un sito di 445.400 mq, con 60.000 mila alberi posto nel comune di Spilamberto ed una delle ultime aree verdi con vegetazione spontanea e autoctona, necessarie per realizzare i corridoi ecologici e per consentite il miglioramento delle condizioni ambientali cosi fortemente degradate in tutta la pianura padana.   Alla base delle siepi, degli alberi e lungo i corsi d’acqua   trovano poi l’ambiente ideale quelle erbe spontanee scomparse nelle coltivazioni intensive e nell’uso dei diserbanti. Il Comitato costituitosi a Spilamberto ma coinvolgente i comuni limitrofi chiede che la ex SIPE, un pezzo della nostra storia, divenga un bene comune, divenga un grande bosco e che la sua destinazione sia decisa da Spilamberto coinvolgendo all’unione terre di castelli   e la Provincia di Modena per rispetto ai tanti che vi hanno lavorato ed ai tanti che vi sono morti. Propone altresì che gli edifici storici vengano restaurati e destinati a funzioni sociali e pubbliche.

Elenco/Calendario banchetti:

Spilamberto: Ottobre 1/8/12/e 16 – Vignola: Ottobre 6/13/ e 16 – Castelvetro: Ottobre 26 – Savignano Ottobre 21

 Scheda sintetica di ragguaglio del sito che si ritiene debba essere protetto

La fascia dell’alta pianura padana vede nei comuni di Spilamberto e Vignola le ultime terre   piane prima di arrivare alla collina. Questa area e caratterizzata sia dal “clima della farnia” che comprende carpini, frassini, aceri, olmi che dal “clima delle zone umide” dove prendono il sopravvento i salici, pioppi e ontani il nostro bosco posto tra il confine di un comune e l’altro riceve l’influenza di entrambi i climi.

Va ricordato che il forte intervento dell’uomo ha drasticamente ridotto queste aree naturali dove è ancora possibile trovare ed osservare la nostra vegetazione spontanea.

Queste aree sono rappresentate dalle sponde dei corsi d’acqua e da qualche introvabile vecchia siepe indigena anche queste quasi sempre a ridosso dei corsi d’acqua o come residuo delle divisioni di antiche proprietà.

L’area che si intende “vincolare” è pertinenza della  SIPE, un polverificio nato per volontà del Duca Alfonso I d’Este nel 1510 un sito di 445.400 mq ed è una delle ultime aree verdi con vegetazione spontanea e autoctona presenti, questo non certo per volontà politica, in quanto nell’ultimo trentennio è stato autorizzato di tutto pur di vedere sorgere, in quel sito un insediamento residenziale, o produttivo, o alberghiero, o commerciale spacciando queste scelte per strategie innovative. Se tutto ciò non è accaduto è per vicissitudini economico-amministrativo che le parti proponenti hanno avuto.

Se si vuole impedire la saldatura urbana tra il comune di Spilamberto e quello di Vignola vincolare quest’area rappresenta l’unico strumento per realizzare i corridoi ecologici indicati come elementi essenziali per consentire il miglioramento delle condizioni ambientali così fortemente degradate in tutta la pianura padana. 

In questa vasta zona verde troviamo in prevalenza arbusti di specie selvatiche ed autoctone come il prugnolo, il biancospino, il sanguinello, la rosa canina, il bosso, il ligustro, il sambuco, l’acero campestre.

Alla base delle siepi e lungo i corsi d’acqua (sono presenti i canali Diamante e San Pietro che arrivano ed attraversano Modena per poi entrare nel canale Naviglio) trovano poi l’ambiente ideale quelle erbe spontanee scomparse nelle coltivazioni e nell’uso dei diserbanti.

Questo ambiente oltre alla preservazione della nostra flora rappresenta   anche il luogo dove a sua volta anche la fauna locale trova rifugio e possibilità di proliferazione.

Posta a ridosso della sponda sinistra del fiume Panaro si presta inoltre per essere integrata nel percorso natura importante tracciato ciclopedonale che collega Modena fino all’interno del parco provinciale dei Sassi di Roccamalatina

Il sito è identificato dall’ anagrafe regionale come sito inquinato al n° 080360458 Sipe Nobel  basse strada statale 623 Passo Brasa (comune di Spilamberto Green Village spa) Area industriale con responsabile il comune di Spilamberto.

Questa panoramica autunnale ad alberi spogli consente di percepire chiaramente la vastità del territorio, gli innumerevoli fabbricati, in parte vincolati dalla Soprintendenza (archeologia industriale) ed inoltre le ormai irriconoscibili case matte così chiamate per essere oggetto di esplosioni che hanno causato anche tante vittime.

Nella foto successiva si è evidenziato l’area che amministrazione locale intende lasciare come area insediativa all’interno del nuovo strumento urbanistico di prossima adozione (PUG) facendolo rientrare nel Territorio Urbanizzato (L.R. 24/2017).

Va probabilmente evidenziato che nel PRG vigente e strettamente correlato con la convenzione a  suo tempo stipulata con la Green Village oggi fallita e prossima alla conclusione del relativo iter fallimentare, che dovrebbe vedere il comune di Spilamberto, aggiudicatario di questa porzione di territorio. Nel progetto convenzionato era previsto un insediamento urbano con strutture commerciali, direzionali, produttive ed abitative mai realizzato.

Di fatto questa zona, essendo priva di interventi urbanistici, è da considerarsi svincolata dalla convenzione decaduta, può ragionevolmente essere salvaguardata come importante polmone verde, come di fatto lo è già.

Come se non bastasse si rileva che comprendendo già l’area nel Territorio Urbanizzato, l’eventuale edificazione la sottrarrebbe dal tetto di edificabilità (3%) contenuto nella legge regionale del 21 dicembre 2017 n°24.

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