Passante di Bologna e Piano Trasporti della Regione Emilia Romagna.

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Bologna: La vicenda del Passante approvato dal Consiglio Comunale di Bologna è paradigmatica.

Credo che sia utile una riflessione su quanto è avvenuto nelle votazioni, a Bologna ed in Regione, sul tema del Passante e del PRIT.

Riassumo per sommi capi. 

Consiglio comunale di Bologna

 Davide Celli dei Verdi ha così motivato il proprio voto contrario: “Quando abbiamo sottoscritto il programma con Lepore,  abbiamo  detto che avremmo votato contro il passante. Abbiamo tenuto fede a ciò che abbiamo detto. Ora siamo disponibili a collaborare in una logica di riduzione del danno” .

   Così, invece dichiara Detjon Begaj di Coalizione Civica :”Noi siamo sempre stati contrari all’allargamento dell’asse”. I Coalizzati (equivalente bolognese dei Coraggiosi)  hanno votato a favore!!

Consiglio regionale Emilia-Romagna

In regione sul PRIT (Piano Traffico), mentre i Verdi hanno  votato contro, Coraggiosa si è astenuta. Astensione  che consola un ceto politico ma non risolve il nodo del rapporto con coloro che hanno votato Coraggiosa (e, di conseguenza, Bonaccini). Voto ottenuto  anche grazie  ai distinguo.  Quando nacque Coraggiosa eravamo consapevoli che  su alcuni punti c’era divergenza col PD: “Bretella, Cispadana, Autonomia Differenziata”.  Anche Bonaccini era consapevole dei punti di divergenza tra Coraggiosa ed il suo  programma ed ha accolto nella sua coalizione Verdi e Coraggiosi.

Guardando alle prossime elezioni

Per vincere le elezioni nazionali e quelle comunali, servono alleanze. Bisogna ricordarsi che si vince anche per un voto o giù di lì.

Se l’obiettivo è fermare una brutta destra, servono i voti di tutti, ricordiamoci che il sistema elettorale  favorisce le  coalizioni.  Lo dico ad ART. Uno, M5S e PD: non esiterei a promuovere anche una coalizione tecnica  che accolga anche Rifondazione e Potere al Popolo. Se fermare le destre eversive è imperativo,  serve una risposta straordinaria ed adeguata. E’ mia convinzione che sia  indispensabile imbarcare nella coalizione  anche tutta  la sinistra frammentata, i verdi ed i civici. La destra è  multiforme ma riesce bene a coalizzarsi quando è necessario. Perché non dovremmo fare altrettanto anche noi?

Alle prossime elezioni nazionali  serve  un cartello in cui le forze siano distinguibili e che si riconoscano in un programma di massima che  includa ed accetti anche le differenze che animano le varie identità.

 Un Cartello, soprattutto se largo, non può che prevedere dei distinguo.  Vanno perciò cercate sintesi, ma se non ci  si riesce ed è fisiologico,  vanno   messi   in conto anche  voti contrari su provvedimenti politicamente e fortemente incandescenti.  L’Astensione in Regione di Coraggiosa ed il voto  favorevole di  Coalizione  in comune a Bologna sono lì a dimostrarlo.

Coraggiosa Regionale  visto gli esiti della votazione, se avesse votato contro, non avrebbe  impedito l’approvazione  del provvedimento,  ma  avrebbe confermato l’identità di Coraggiosa ed  avrebbe tesaurizzato un credito utile per lavorare alla riduzione del danno che farà il PRIT . Avrebbe creato  un precedente/procedura  da utilizzare anche sulla Bretella di Campogalliano e Cispadana.

I Verdi hanno fatto un notevole favore a Bonaccini ed alla sua amministrazione, poiché  hanno rappresentato una fascia di elettori che rischiava di precipitare nel non voto.  Sapere che qualcuno tutela l’ambiente piuttosto che il cemento, fa sperare che l’ecologismo da minoranza  possa diventare maggioranza. Altrimenti se si vota un’opzione dichiaratamente ambientale  e poi ci si trova avviluppati in quanto è successo in Regione o a Bologna non è che ci si sente motivati a ri-votarla.

Il rischio  è che, alle prossime elezioni  politiche i voti di una sinistra frantumata  potrebbero andare ad una lista collocata a sinistra del tipo “Altraitalia”, sganciata dalla coalizione di centrosinistra,  che può aspirare  ad un  3%  anche  fuori   dalla coalizione,  guadagnando così una rappresentanza parlamentare; in tale evenienza, la coalizione di centro sinistra perderà il 3% di voti nel maggioritario e  regalerà  il Paese alle destre! Farebbero perciò bene i 5S e LEU a provare a coinvolgerli.

Omerbonezzi

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